Alice Springs

A due ore di volo da Darwin, cuore del Northern Territory e porta d'accesso all'Ayers Rock, che dista 50 minuti di aereo o cinque di auto, Alice Springs è la città più famosa dell'Outback. Nata 140 anni fa come solitaria stazione del telegrafo sull'Overland Telegraph Line che tagliava l'intero continente, oggi da isolato insediamento di frontiera si è trasformata in moderno centro turistico. La visita parte proprio dalla vecchia Telegraph Station, aperta al pubblico (dalle 8 alle 16.30, ingresso a 9 dollari australiani), con accesso dalla North Stuart Highway. Ma la storia di The Alice, come viene chiamata dai locali, è anche legata alla prima School of the Air, la mitica scuola a distanza, che nel lontano 1951 funzionava via radio e ora via internet.
La città attira però sempre più visitatori soprattutto per l'eccezionale concentrazione di gallerie d'arte aborigena contemporanea, tra le collezioni più grandi del continente. Materia su tela, tessuti grezzi, colori acrilici, dot paintings (il dot è il granello di terra). Questi, insieme all'arte rupestre dell'Arnhem Land e di Kakadu, alla pittura su corteccia e all'artigianato contemporaneo, sono gli elementi e le caratteristiche fondamentali dell'arte aborigena. In particolare, nel 1971 il bianco Geoffrey Bardon spinse i giovani della comunità di Papunya a mettere su tela i miti del Dreamtime, il sistema di credenze aborigene sulla creazione. Il movimento oggi è rappresentato da 120 artisti che vendono nella galleria Papunya Tula Artists di Alice Springs, tele che vanno dai 300 agli 80.000 dollari. Sulla spaziosa via pedonale Todd Mall si susseguono numerose gallerie, con opere di rinomati artisti aborigeni, quali Barbara Weir, Minnie Pwerle e Albert Namatjira. E se l'oggetto d'artigianato locale più popolare è il didgeridoo, il lungo tubo cavo di legno suonato a fiato, senza dubbio il luogo migliore dove scoprirne tutti i segreti e ascoltarne il suono è Sounds of Starlight, gestito da Andrew Langford, una vera star, che impartisce anche lezioni per imparare ad usarlo e si esibisce in show serali. Da non perdere l'Araluen Arts Centre, con un teatro da 500 posti e quattro gallerie d'arte dedicate alla regione del deserto centrale. L'Albert Namatjira Gallery espone i lavori dell'artista, che cominciò a dipingere acquarelli negli anni '30 a Hermannsburg.